Sedes Sapientiæ

La Chiesa, con i santi Padri, applica vari testi dell’Antico Testamento alla Madonna nella liturgia delle sue feste: testi sulla Gloria di Dio nei salmi, sulla Saggezza di Dio nei libri sapienziali, e sulla Sposa nel Cantico dei Cantici. Procediamo a meditare due tali brani nei libri sapienziali che vengono intesi di lei in modo allegorico come la Sedes Sapientiae.
Dominus possedit me ab initio viarum suarum antequam quidquam faceret a principio – il Signore m’ha posseduto all’inizio delle sue vie, prima di aver fatto qualsiasi cosa, fin dal principio. Queste parole del libro dei Proverbi parlano della Saggezza di Dio, del Verbo di Dio, della Seconda Persona della Santissima Trinità, Che era presso Dio all’inizio, al principio del Suo essere, cioè eternamente. Le parole esprimono la stessa verità che si legge nel prologo di san Giovanni: Nel principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, e Dio era il Verbo.
I Padri della Chiesa intendono Colui che era presso Dio anche in altro senso – non atemporale, bensì temporale – dell’Uomo perfetto, Nostro Signore Gesù Cristo, Che era presente alla mente di Dio durante la creazione. Perché l’Uomo perfetto serviva come modello della creazione in quanto contiene in Sé, ed in forma perfetta, elementi di tutto il creato: sia immateriale, in virtù della Sua anima spirituale; sia materiale in virtù del corpo, che contiene in se le proprietà e le facoltà di tutta la natura materiale, animata ed inanimata. Per questo infatti l’uomo si chiama ‘il piccolo mondo’ o microcosmo.
La santa Madre Chiesa intende colui che è presso Dio durante la creazione anche in un terzo senso, dell’Immacolata Vergine Maria, e così propone questo testo alla nostra meditazione nei testi di alcune Messe mariane. Il motivo ne è che la Madonna, essendo la persona umana la più perfetta, fu presente alla mente di Dio durante la creazione, come modello di tutto ciò che creò. E’ vero d’altronde che la Sacratissima Umanità di Nostro Signore Gesù Cristo è la creatura la più perfetta di Dio in assoluto, ma Egli non è comunque una persona umana, bensì una Persona Divina.
Santa Brigida scrive che quando Dio creava ‘il grande mondo’, Gli assisteva ‘il piccolo mondo’ , ossia la Beatissima Vergine, ‘da cui doveva provenire una maggior gloria a Dio, una maggior gioia agli angeli, ed una maggiore utilità ad ogni uomo che volesse godere della Sua bontà, che non da tutto questo mondo più grande insieme.
La Madonna doveva essere la creatura essere la creatura umana la più perfetta in quanto era destinata a divenire la Madre di Dio. Questa perfezione deriva in primo luogo della sua Immacolata Concezione: della sua immunità alla macchia del Peccato originale fin dal primo istante della sua concepimento. Deriva in secondo luogo dalla sua santificazione personale in collaborazione con la Grazia di Dio, che la rendeva immune anche alla macchia del peccato personale.
Noi uomini peccatori e miseramente imperfetti, dobbiamo ricorrere a lei, che è perfetta e così intimamente unita a Dio, per trovare la strada per condurci a Dio, secondo la conclusione del passo sopraccitato: ‘Or dunque figli miei ascoltatemi: Beati l’uomo che mi ascolta e che veglia quotidianamente alle mie porte, e aspetta sulla soglia del mio uscio. Chi me avrà trovato, avrà trovato la vita e raggiungerà la salvezza dal Signore’ : Avrà trovato la via e raggiungerà la salvezza, cioè Nostro Signore Gesù Cristo Stesso, Che ha detto ‘Io sono la Vita’, e di Cui il nome significa ‘Salvatore’. Lo troverà e Lo raggiungerà seduto sul trono celeste della Sua Beatissima Madre in Cielo, la Sedes Sapientiae, il frutto del suo seno immacolata. Amen.
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