Avvento (3)

 

Murillo+ In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen

Il Tempo dell’Avvento è un tempo di preparazione per l’Avvento o Venuta del Signore a Natale, come tale è un tempo di purificazione e di penitenza. La Liturgia ci ricorda dei sospiri dei Patriarchi e dei Profeti per farci desiderare con loro l’Avvento del Liberatore promesso e lo stabilire del Regno di Dio nelle nostre anime, per farci chiedere a Dio che la grazia divina, ma soprattutto il Redentore stesso, scenda su di noi. Rorate coeli desuper et nubes pluant justum, preghiamo. Una Preghiera che cresce in intensità con le grandi antifone: O Emmanuel, o Rex gloriae, o Oriens prima di Natale. In un tempo di purificazione, dunque, ma anche di penitenza la Liturgia ce ne ricorda col Vangelo sul Giudizio universale, e con il colore viola dei paramenti.

Bisogna dunque preparaci per il Natale non lasciando correre questo santo Tempo con una vaga idea che il Natale si stia avvicinando, bensì purificandoci per esempio con la lettura di questi testi dell’Avvento o dei capitoli iniziali del Vangelo di San Matteo e di San Luca, ed esercitando la penitenza con qualche piccola mortificazione. Non è adesso il momento di indulgerci con dolci o piaceri che convengono piuttosto a Natale.

Come immagine della purificazione tramite santi desideri e della penitenza, la Liturgia della Santa Madre Chiesa propone alla nostra attenzione la figura di San Giovanni Battista. Tutto il compito di San Giovanni Battista è di annunziare la venuta del Signore e poi di sparire davanti a Lui. In questo senso i Padri della Chiesa lo intendono come la stella mattutina che annunzia la venuta del Sole, che è il Sole di giustizia, la Luce increata che è Dio. Mentre la luce del Sole cresce, la luce della stella mattutina diminuisce e finalmente sparisce.

Il Vangelo odierno (Gv.1,19-34) esprime chiaramente questo suo compito, come spiega padre Guillerand certosino, quando i giudei gli chiedono: “chi sei tu?” – risponde: “non sono il Cristo”; quando gli chiedono che cosa egli sia, risponde: “io sono voce di uno che grida nel deserto, preparate la via del Signore”. Non si considera neanche una persona, dunque, ma solo una voce. Lui è la voce e il Signore è il Verbo; lui è la voce che parla del Verbo, soltanto uno strumento che ha funzione in rapporto a Dio; non ha altra funzione che preparare la via al Signore. Il battesimo che lui da, come spiega ai giudei, è un battesimo solo di acqua che prepara il vero Battesimo, quello dello Spirito Santo; è un battesimo di penitenza che prepara il popolo per la vita sacramentale.

Il Battista si abbassa davanti al Signore: se il Battista è, il Redentore era prima di lui; se il Battista appartiene ad un’ora passeggera del tempo, il Signore è eterno, è fuori del tempo: “prima che Abramo fosse, Io Sono” (Gv.8,58); il Battista abbassa se stesso davanti a Lui e non si ritiene neppure degno di sciogliere il laccio del suo sandalo.

Qualche versetto dopo in questo capitolo del Vangelo di San Giovanni, il Battista esprime il suo ruolo, come quello di un testimone: “io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio” (Gv. 1, 32-34).

La parola ci ricorda del Prologo dello stesso Vangelo dove leggiamo: ” Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce..” (Gv.1,6-8), il Battista dà la sua testimonianza, indica il Signore, si congeda dai propri discepoli affidandoli al Signore, presto sarà arrestato da Erode e ucciso da lui, e così sparirà davanti alla Luce eterna che aveva annunciata, alla quale ha dato non solo la sua testimonianza di fede, ma anche la propria vita.

San Giovanni Battista è modello del nostro agire nell’Avvento, ma non è solo questo. Questo uomo di cui nella parola del Signore ” non è sorto uno più grande tra i nati di donna ” (Mt. 11,11) è modello forte della santità, ci mostra nelle sue parole e nelle sue azioni ciò che è, in un certo senso, l’unica verità esistenziale per noi, cioè: Dio è tutto e noi siamo niente. Dunque ci insegna che dobbiamo assoggettarci a Dio, sottometterci a Dio, scordarci completamente di noi stessi per poi brillare della Sua increata Luce, sparendo completamente in Essa per testimoniare la Sua più grande gloria.  Amen.
+ In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

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