La Divina Misericordia

Oggi è la Domenica in Albis, il Papa Giovanni Paolo II ha dato la possibilità
dell’Indulgenza plenaria in questo giorno dedicato alla Divina Misericordia, per
coloro che hanno fatto la Novena alla Divina Misericordia che termina oggi.
Dunque le condizioni sono come al solito: la Santa Comunione oggi nello stato
di grazia e la Confessione oggi o durante la settimana scorsa, oppure in questa
settimana e, naturalmente, l’orazione ad mentem Summi Pontificis che sono
un Pater un Ave e un Gloria.

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.

Carissimi fedeli, in questo santo tempo di Pasqua dobbiamo tenerci
continuamente davanti agli occhi la Misericordia di Dio perché la Crocifissione
nell’ombra della quale ci riposiamo è la sua espressione definitiva.
Cosa è precisamente la Misericordia di Dio? ci chiediamo oggi. Può essere
descritta come l’Amore di Dio verso le sue creature bisognose. Quando
riflettiamo un attimo vediamo che siamo nel bisogno costante in ogni senso:
senza Dio non potremmo continuare nell’essere ma cadremmo tutti nel niente;
senza il Cibo e la Bevanda che ci provvede Lui non potremmo sopravvivere;
senza i Sacramenti, il Battesimo e la Confessione in particolare, saremmo tutti
condannati all’Inferno; inoltre siamo ignoranti, fallibili, e vulnerabili nel corpo e
nell’anima, ma Dio ci ama e si occupa di noi. La Sacra Scrittura non mette
nessuna qualità di Dio in più grande evidenza della Sua Misericordia.

Nell’Antico Testamento si legge, per esempio nel Salmo 118 “Della Tua
misericordia, Signore, è piena la terra”. Nel Nuovo Testamento si legge l’amore
di Dio, quanto ai nostri bisogni materiali, per esempio nella parabola dei gigli e
dell’erba del campo (Lc.12,27-28); si legge l’amore di Dio quanto alle nostre
sofferenze nella parabola del buon samaritano (Lc.10,25-37), e quanto ai
nostri peccati nella parabola del Figliol prodigo (Lc.15,11-32).

Questa Misericordia di Dio è già manifestata nell’Antico Testamento nella
persona del Padre amorevole, ma raggiunge il suo colmo, si può dire, nella
Persona di nostro Signore Gesù Cristo +. Dio Padre non può sentirela
Misericordia perché solo un corpo può sentire, mentre il nostro Signore Gesù
Cristo Che ha non solamente una natura divina ma anche la natura umana che
comprende un corpo, può sentire la Misericordia, ossia, nel Suo Sacratissimo
Cuore, paziente e di grande misericordia, come preghiamo nelle Litanie del
Sacro Cuore: ” Cor Iesu, pàtiens et mùltae misericòrdiae”.

Quando pensiamo alla Misericordia di Cristo, pensiamo spesso al Suo Sacro
Cuore o a Lui come il Buon Pastore, come nel brano seguente di San Matteo: ”
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come
pecore senza pastore” (Mt.9,36). Ma l’espressione definitiva della Misericordia
di Dio, come già accennato, è la Crocifissione stessa. Qui viene espressa sia la
Misericordia di Dio Padre, sia la Misericordia di Dio Figlio.

Quanto alla prima scrive San Giovanni: ” Dio infatti ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma
abbia la vita eterna” (Gv.3,16), quanto alla seconda scrive: ” Nessuno ha un
amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv.15,13). Se
vogliamo dunque conoscere la Misericordia di Dio, guardiamo e meditiamo la
Croce.

Ma se guardiamo la Croce, se la meditiamo anche per un attimo di tempo,
conosciamo non solo la Sua misericordia ma anche la nostra miseria, perché il
corpo che vediamo davanti ai nostri occhi, dovrebbe essere proprio il nostro
corpo, perché Cristo ha sofferto ed è morto in un nostro corpo umano, nella
nostra stessa condizione umana. Dobbiamo quindi essere riempiti di umiltà e di
un senso profondissimo della nostra miseria, della nostra indegnità, un
autentico senso di pentimento, di compunzione, e di gratitudine senza fine, e
dobbiamo implorare incessantemente giorno e notte la Sua misericordia.

Quando ci accorgiamo della Sua Maestà e della Sua bontà; quando ci
accorgiamo della nostra miseria, dei nostri limiti, delle nostre debolezze;
quando pecchiamo e quando soffriamo; dobbiamo implorare la Sua
misericordia.

Quando ci accorgiamo dei limiti anche degli altri; quando siamo tentati a
pensare che siamo qualche cosa mentre non siamo che niente; quando
riusciamo e quando non riusciamo; quando lavoriamo di giorno o quando ci
svegliamo di notte, sempre dobbiamo pregare: “Dio mio abbi pietà di me e del
mondo intero; Gesù Cristo Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore”.
Però se vogliamo godere della Sua misericordia bisogna non solo implorarla
ma anche vivere secondo la Sua volontà. La Santissima Vergine esclama nel
Magnificat: … di generazione in generazione la Sua misericordia si stende su
quelli che lo temono.

Più precisamente possiamo dire che bisogna essere misericordiosi per godere
della Sua misericordia. La Preghiera che Cristo stesso ci insegnò lo specifica:
“rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori…” e San
Giacomo ci avverte: ” il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà
usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio
(Gc.1 13).

Meditiamo dunque la Croce e la Misericordia di Dio che la esprime,
riconosciamo il nostro nulla, abbiamo misericordia degli altri e imploriamo
incessantemente il frutto della Misericordia su di noi e sul mondo intero.
Amen.

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.

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