L’unicità della Fede

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

Un sacerdote mio amico che celebra la Messa antica in Svizzera, mi ha
raccontato che per un certo periodo, un pastore luterano anziano frequentava
la sua chiesa. Un giorno chiese se potesse ricevere la santa Comunione: “i
Padri domenicani me lo permettono”, disse. Il Sacerdote in questione invece
rispose che se voleva ricevere la santa Comunione doveva essere cattolico e
seguire un corso di catechismo. Il pastore era d’accordo e dopo un corso assai
lungo, ricevette il Sacramento del Battesimo, della Cresima, della Confessione,
poi alla fine quello della santa Eucaristia.

Non molto tempo dopo ricevette dalle mani dello stesso Sacerdote anche il
Sacramento dell’Estrema Unzione. Dopo di che, piangendo di gioia, morì
santamente, perché era diventato membro della Chiesa Cattolica e che lo
attendeva così il Paradiso.

Questa storia, che è un esempio del vero e sano ecumenismo, ci chiama in
mente la frase del Salmo citato oggi due volte nella Santa Messa: “Laetatus
sum in his, quae dicta sunt mihi: in domum Domini ibimus / Mi sono rallegrato
quando mi dissero: andremo nella casa del Signore” (Sal.121,1 e 7).
Oggigiorno, carissimi fedeli, alcuni cattolici e tra loro purtroppo anche alcuni
membri della gerarchia, presi da un ecumenismo falso, pretendono che altre
confessioni cristiane, o anche altre religioni non-cristiane, possono essere
mezzi di salvezza. Questo però non è vero!
Il Catechismo Maggiore di san Pio X nei numeri 224 e 225 dice:

224. Chi sono quelli che non appartengono alla comunione dei santi?
Non appartengono alla comunione dei santi nell’altra vita i dannati ed in questa
coloro che si trovano fuori della vera Chiesa.

225. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?
Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati,
gli scismatici e gli scomunicati.
Nello stesso Catechismo Maggiore di San Pio X, riferendosi alla parola di San
Paolo nell’epistola agli Efesini, leggiamo:

157. Non vi potrebbero essere più Chiese?
No, non vi possono essere più Chiese, perché siccome vi è un solo Dio, una
sola Fede e un solo Battesimo, così non vi è, e non vi può essere che una sola
vera Chiesa.
Oggi voglio tornare a questo tema, di cui ho parlato la settimana scorsa, per
esporre un pò più a lungo la sua dottrina sull’unicità del Battesimo e della
Chiesa.
C’è solo un Battesimo e questo è il Battesimo Cattolico. Consiste nel versare
l’acqua su una persona vivente dicendo allo stesso tempo la formula trinitaria:
Ego te baptízo in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti. Questo gesto e
questa parola hanno un effetto sovrannaturale e incorporano la persona
nell’una Chiesa Cattolica, il Corpo mistico di Cristo, e le conferisce la virtù
teologale della Fede.

Se il gesto manca, o la parola manca, non avviene il Battesimo, è il caso di
alcune confessioni cristiane non cattoliche come gli Unitariani, per esempio,
che non utilizzano la formula trinitaria (1).

Se invece il gesto e la formula corretti ci sono, il Battesimo avverrà e la
persona sarà incorporata nell’unica Chiesa Cattolica, il Corpo mistico di Cristo,
e riceverà la vera fede cattolica. Il Battesimo avverrà anche se la persona in
questione è figlio di genitori non cattolici che credono che il loro figlio sia stato
battezzato come protestante, anglicano, o ortodosso, per esempio, ed anche se
la persona stessa dopo, lungo la sua vita, pensa di essere protestante
anglicano, o ortodosso. In verità, però, sarà cattolico.
Questa persona rimarrà cattolica fin quando non nega un articolo della Fede.

Per questo può anche essere salvato, non da protestante, anglicano, o
ortodosso, però, ma da cattolico, perché, come si può dire: il Paradiso è
Cattolico e tutti nel Paradiso sono cattolici.
La situazione di questi cristiani, comunque, è anomala perché appartengono
solo alla parte invisibile della Chiesa, alla sua Anima, e non alla sua parte
visibile, il suo Corpo.

La loro situazione è anche pericolosa perché vivono in un ambiente ostile alla
Chiesa Cattolica che può portarli facilmente alla negazione di un dogma o allo
scisma, e perché, soprattutto nel caso dei Protestanti, sono per così dire
cattolici “ignoranti” e “non praticanti”: ignoranti di grandi parti della Fede come
per esempio dei dogmi mariani ed eucaristici, e, per di più, non essendo
praticanti, non hanno accesso ai Sacramenti della Confessione, della Cresima,
della Santa Eucaristia, del Sacerdozio, né dell’Estrema Unzione.
Per questo, carissimi fedeli, bisogna pregare per la loro conversione e fare il
possibile per promuoverla, affinché un giorno possano dire con noi: Mi sono
rallegrato quando mi dissero: andremo nella casa del Signore” (Sal.121,1 e 7):
la Sua Casa che è la Chiesa Cattolica sulla terra, e la Chiesa Cattolica nel Cielo,
alla gloria del Santissimo Nome di Dio.
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.

Nota
1) Ed anche per come si è espressa la Congregazione per la Dottrina della Fede
con un Documento ufficiale del 1° marzo 2008, leggiamo:
” Sono due le formule del battesimo molto in voga oggi in alcune comunità
cristiane non cattoliche, dichiarate nulle nella presente risposta della
Congregazione per la Dottrina della Fede (CdF) ai dubbi proposti.
Le presentiamo tradotte in italiano: “Io ti battezzo nel nome del Creatore, e
del Redentore, e del Santificatore”; “Io ti battezzo nel nome del Creatore, e del
Liberatore, e del Sostenitore”.
Un fedele cattolico che tenta con dolo di amministrare il battesimo con una di
queste formule invalide, commette un delitto canonico punibile con una giusta
pena a norma del can. 1384 CIC.
Infatti è gravemente illegittimo ed ingiusto ingannare sia il battezzando che la
comunità al riguardo del Sacramento che è “ianua sacramentorum” (porta dei
sacramenti: can. 849 CIC; cfr 675, 2 CCEO

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