Impetrazione

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In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.

Nel Vangelo odierno nostro Signore Gesù Cristo + dice:” Se chiederete
qualcosa al Padre nel mio nome, Egli ve la darà …” (Gv.16,23-30), questo però
è precisamente ciò che facciamo nella Santa Messa quando preghiamo a Dio
Padre per “Christum Dominum nostrum”.

Cogliamo dunque l’occasione per meditare oggi sulla quarta finalità della
Santa Messa che è quella dell’impetrazione, o petizione, assieme alle grazie
che ne risultano. Questo lo facciamo in rapporto particolare al rito romano
antico stabilito e codificato da San Pio V di cui oggi celebriamo la Festa.

Tre sono, dunque, le categorie di persone che approfittano, ossia beneficiano,
del Sacrificio della Santa Messa:
1) prima la Santa Chiesa Cattolica, la Chiesa Trionfante cioè gli Angeli e i Santi
del Paradiso nel cui onore viene offerta la Santa Messa, come prega il
Celebrante nell’Offertorio; la Chiesa Purgante, cioè le Anime del Purgatorio che
ricevono consolazioni ed anche liberazione dalle loro sofferenze; e la Chiesa
Militante, cioè noi battezzati sulla terra a cui viene elargita la divina grazia per
la loro battaglia contro il male.
2) La seconda categoria è quella delle intenzioni speciali del Celebrante che lui
ricorda soprattutto nel “memento dei vivi e dei morti”. Queste sono le
intenzioni per i membri della Chiesa, ma il celebrante può aggiungere altre
intenzioni per altre persone non membri della Chiesa, o per qualsiasi altra
intenzione, quale per esempio la conversione di una determinato peccatore.
3) La terza categoria è il Celebrante stesso con i fedeli che sono presenti,
questa categoria viene espressa con le parole: “tutti i circostanti”, e “nobis
quoque peccatoribus”. Dunque solo essendo presenti alla Santa Messa
riceviamo grazie.

Su tutte queste tre categorie di persone, dunque, le grazie di Dio saranno
elargite in abbondanza tramite il Santo Sacrificio della Messa.

La Santa Messa viene offerta in primo luogo per i membri della Chiesa, in
secondo luogo, come abbiamo visto, anche per altre intenzioni del celebrante,
come anche dei fedeli presenti.

Queste intenzioni sono sia per i beni sovrannaturali: la santificazione, la
salvezza delle anime e la stessa gloria di Dio; sia per beni naturali e temporali,
se sono compatibili con quelli sovrannaturali. Non c’è dono né grazia così
grande che non si possa chiedere mediante la Santa Messa, poiché ciò che
chiediamo è creato e finito, ma ciò che offriamo è divino. Dice Padre M.
Cochem: “è impossibile che Dio generoso che vuole ricompensare anche una
bevanda di acqua fresca (cfr. Mt.10,42) non ci lascerà senza compenso se Gli
offriamo con riverenza il Calice del Sangue del Suo Figlio Divino”.

Avendo parlato dei frutti del Santo Sacrificio della Messa, carissimi fedeli
vogliamo guardare adesso ai frutti del Sacramento in particolare, cioè la Santa
Comunione. Innanzi tutto notiamo che solo i cattolici (come dico sempre prima
della predica) nello stato di grazia possono ricevere beneficio dalla Santa
Comunione.

Un primo frutto di questa è che ci unisce a Cristo, e dunque ci da, o ci
aumenta, la divina grazia, le virtù infuse e i doni dello Spirito Santo, come
dichiara il sacro Concilio di Firenze (1431) “ci nutrisce spiritualmente
sostenendo, aumentando, riparando e dilettandoci in modo spirituale”.
Il sacro Concilio di Trento (1545) descrive la Santa Comunione similmente
come “cibo delle anime con cui siamo nutriti e confortati, vivendo della vita di
Colui che disse: “colui che mangia di me, vivrà per me” “(Gv.6,57).

Un secondo frutto della Santa Comunione è che ci ottiene la gloria eterna. Il
Concilio di Trento dichiara: “Egli voleva che fosse un pegno della nostra futura
gloria e perpetua felicità”. Qua possiamo citare di nuovo San Giovanni nel
capitolo 6 “se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno”. La ragione per la
quale la Santa Comunione ci ottiene la gloria eterna è che contiene il nostro
Signore Gesù Cristo, Che ci da la gloria.

La Santa Comunione è un cibo che conforta l’anima proprio affinché possa
perseverare fino a quando otterrà questa gloria. Un modo che conforta l’anima
e che la rende forte contro le tentazioni, e San Giovanni Crisostomo scrive a
riguardo che la Santa Comunione, essendo un segno della Passione del
Signore, respinge gli attacchi dei dèmoni perché sono stati vinti dalla stessa
Passione.

Un terzo frutto della Santa Comunione è che rimette i peccati veniali e la loro
pena, come dichiara Benedetto XII col suo libello agli Armeni, e altrettanto il
sacro Concilio di Trento. La Santa Comunione ha questi effetti in quanto
aumenta in noi la vera carità.

Ora, il frutto che viene ricevuto dalla Santa Messa e dalla Santa Comunione,
dipende dalle disposizioni del celebrante, dei fedeli che sono presenti, e le
persone per cui il frutto viene richiesto: dipende ciòè dal grado di devozione del
celebrante, dei fedeli presenti e comunicanti, e dall’apertura alla grazia delle
persone beneficiare a ricevere la grazia; è naturale che più grande sarà la
devozione, più grande sarà il beneficio.

Concludiamo queste considerazioni con una citazione dell’Imitazione di Cristo
che esprime con parole sublimi la devozione della persona che si accosta alla
Santa Comunione. Viene dal IV Libro capitolo 17 e la cui lettura raccomando
tutti, citando oggi solo l’inizio:

” Con devozione grandissima e con ardente amore, con tutto lo slancio di un
cuore appassionato, io desidero riceverVi, o Signore, come Vi desiderarono,
nella Comunione, molti santi e molti devoti, a Voi massimamente graditi per la
santità della loro vita e per la loro infiammata pietà. O mio Dio, amore eterno
che siete tutto il mio bene, la mia felicità senza fine, io bramo riceverVi con
intenso desiderio e con venerazione grandissima, quale mai poté avere o
sentire santo alcuno. Anche se non sono degno di sentire tutta quella
devozione, tuttavia Vi offro tutto lo slancio del mio cuore, come se io solo
avessi tutti quegli accesi desideri, che tanto Vi sono graditi. Ché anzi, tutto
quel che un animo devoto può concepire e desiderare, tutto questo io lo porgo
e lo offro a Voi, con estrema venerazione in pio raccoglimento. Nulla voglio
tenere per me, ma voglio immolarVi me stesso e tutto quello che ho, con scelta
libera e altamente gioiosa”.

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.

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