Fede come luce e conoscenza

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

La Colletta di questa santa Messa parla del Lume di Verità e ci dà l’occasione
per meditare sulla Fede come Luce, come conoscenza, in questo ciclo di
prediche sulla Fede.

Il fine ultimo dell’uomo è di unirsi con Dio nel Cielo, nella visione beatifica per
la gloria di Dio e la beatitudine eterna dell’uomo. Sappiate però che l’uomo è
un essere naturale appartenendo alla natura, alla creazione, mentre Dio è
soprannaturale, nel senso di essere al di sopra della natura e di tutta la
creazione; soprannaturale è assolutamente trascendentale.

L’uomo è naturale, Dio è soprannaturale, senza un aiuto speciale di Dio,
dunque, l’uomo non potrebbe mai unirsi con Lui, tentare di unirsi con Dio con
le proprie forze puramente naturali, sarebbe come tentare di costruire una
torre di Babele con l’idea di salire su di essa per incontrarLo al di là delle
nuvole. Comunque, se le nostre forze naturali non possono condurci al nostro
fine ultimo possono già prepararci, perchè per mezzo delle forze naturali
dell’uomo, più precisamente della sua intelligenza, e della sua volontà, le due
facoltà principali dell’anima, l’uomo può in maniera naturale conoscere ed
amare Dio.

Per mezzo della sua intelligenza, cioè tramite la luce della ragione, può
conoscere Dio, può dimostrare di fatti, secondo la parola di san Pio X nel
Giuramento Antimodernista, con certezza che Dio esiste, che Dio è l’inizio e il
fine di tutte le cose, l’inizio nel senso che è il Creatore, il fine nel senso che è il
Giudice e il fine ultimo dell’uomo, l’inizio e il fine, Alfa ed Omega, è poichè
l’uomo può conoscere Dio come tale, può anche amarLo come tale, cioè come
Creatore e fine ultimo e come Colui in cui esiste tutto ciò che è di vero, di
buono e di bello.

Ma per conoscere Dio come E’ di per se stesso, per amare Dio come E’ di per
se stesso nella Sua intima natura, per elevare l’intelligenza umana e la volontà
umana ad un livello soprannaturale bisogna avere un aiuto speciale di Dio, cioè
la Grazia.
La Grazia è soprannaturale, è al di sopra della natura, un dono gratuito di Dio
dato nei Sacramenti, principalmente nel Battesimo, restituito nella
Confessione, aumentato negli altri Sacramenti come la Santa Comunione. E’
una qualità dell’anima che permette all’intelligenza di conoscere Dio in modo
soprannaturale, cioè alla luce della fede e permette alla volontà di amare Dio, il
prossimo in Dio in modo soprannaturale, cioè con la Carità.

Vediamo che ci sono due ordini di conoscenza, due luci: la luce della ragione e
la luce della fede; la luce della ragione che è una luce naturale e la luce della
fede che è una luce sovrannaturale.

Vediamo anche che ci sono due oggetti di conoscenza: l’oggetto della ragione
che consiste nelle conclusioni a cui ci può condurre il ragionamento, e l’oggetto
della fede che consiste dei misteri in Dio nascosti, nelle parole del Concilio
Vaticano Primo “che non possono essere noti se non divinamente rivelati”.
La ragione e la fede sono compatibili, il Vaticano Primo, nella Costituizione Dei
Filius dice: “benchè la fede sia sopra la ragione, non è in nessun senso
contrario ad essa, e non può darsi mai qualsiasi reale disaccordo tra la fede e
la ragione, poiché il Dio che rivela i misteri della fede e la infonde in noi è lo
stesso che ha infuso il lume della ragione nell’animo umano; Dio non può
quindi negare se stesso, né la verità contraddire la verità”.

Dunque, la ragione e la fede sono due tipi di luce, il primo naturale, il secondo
sovrannaturale, esse ci prestano aiuto per attraversare, per così dire, la notte
scura di questo mondo, non sono incompatibili, sono solo diverse, e i loro
oggetti sono anche diversi sono due tipi di verità: il primo naturale, il secondo
sovrannaturale, anche loro non sono incompatibili, ma sono diverse, perchè
questi due tipi di verità appartengono alla stessa realtà, all’una, unica realtà
costituendone due dimensioni diverse.

Diamo l’esempio di un cammino attraverso un bosco durante la notte:
la luna ci mostra il bosco e la torcia ci mostra il cammino dentro al bosco, due
luci compatibili ma diverse che ci mostrano entrambe una unica realtà.

La fede non è un insieme di credenze come nelle altre religioni, non è
un’esperienza o sentimento che viene da dentro dell’uomo, come pretendono i
modernisti, ma è una Luce, una conoscenza data da Dio.
L’Oggetto della fede non è una fabbricazione dell’uomo o del Demonio, come
nell’Induismo per esempio; non è una fabbricazione mescolata con la Verità,
come l’Islam per esempio; non è una verità parziale come il giudaismo o il
protestantesimo, ma è la Verità tutta intera che, nell’analisi finale, è Dio
stesso.

La luce della fede ci rivela il suo Oggetto in modo oscuro in questo mondo, ma
nell’altro mondo questa luce di fede si trasformerà nella luce della gloria che ci
rivelerà il suo Oggetto chiaramente, dentro dei limiti del Soggetto finito che
siamo: “adesso vediamo come nello specchio e ora faccia a faccia” (1Cor.
13,12), “Dio come è” sicut est, la visione per la quale siamo stati creati, per la
quale siamo stati elargiti dell’anima della conoscenza e della fede.

Proviamo a santificarci, dunque, in questa notte scura della vita terrena, per
l’intercessione della Santissima Vergine Maria, Sede Sapientiae, Mater Boni
Consilii, per godere pienamente e perfettamente della luce Divina in cielo, alla
Gloria del Santissimo Nome di Dio.
Amen.
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

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